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Tutti a Nanna

 

 

Sarà il freddo, sarà la parte biologica dell´uomo, ma forte è il fascino di TUTTI A NANNA, mostra ospitata al Museo Tridentino di Scienze Naturali. Oltre che per il tema del sonno e del letargo, la mostra è bella perché si rivolge ai bambini, chiamati a giocare e a stupirsi, ...ma anche a pensare e ad imparare e ad essere curiosi in mezzo a tane, gusci, nidi e letti. Il sonno è importante, questo racconta la mostra, perché è un meccanismo che la natura ha inventato per gli uomini e le bestie, ed anche per le piante. Il sonno e i vecchi Greci. Sì, come sempre i vecchi Greci sono lì, con tutta la loro diversità, e ci sfidano e ci provocano a pensare. Nella storia della comunicazione letteraria il sonno non è presentato in maniera scientifica, ma c´è. Lo si incontra in Omero: ha un aspetto più superficiale ed uno più profondo. Il sonno, che in greco si chiama Hypnos, è una specie di briccone che aiuta Era ad ingannare Zeus e a distrarlo dalle faccende della guerra. Non male averne uno che funziona così anche ai tempi nostri. Non è un aiuto disinteressato, quello di Hypnos: egli ha paura della potenza di Zeus che già una volta ha addormentato, "spargendosi dolce sotto le ciglia". Ma aveva rischiato di brutto, perché- lo racconta lui stesso- Zeus, imbrogliato anche quella volta dalla sua signora, "si adirò e maltrattava tutti gli dei nel palazzo, ma cercava soprattutto me: certo

 

 

dall´etere mi avrebbe scaraventato nel mare e mi avrebbe fatto sparire se non mi salvava la Notte che doma uomini e dei". Per convincerlo, e per vincere le sue paure, Era gli promette in sposa "una delle giovani Grazie" e lui cede, fa fare ad Era un sacco di giuramenti "che mi darai Pasitea, quella delle Grazie che da sempre desidero". Però Hypnos, figlio della nera Notte, oltre che briccone innamorato, è anche fratello di Thanatos, della Morte: qui il discorso si fa ben più serio perché si va a finire in quella filosofia che tocca la vita di tutti, ed è riflessione sulla vita e sulla morte. Hypnos, sempre da Omero, è presentato mentre - per tendere il suo agguato a Zeus - va ad "appollaiarsi su un pino, il più alto che fosse cresciuto sull´Ida; qui si posò, nascosto tra i rami, simile ad uccello canoro". Creatura lieve e dolce, Hypnos ha una funzione ben precisa: fratello di Thanatos, della Morte, la esorcizza, elimina l´angoscia che l´ignoto della morte suscita, la conquista all´esperienza e alla conoscenza degli uomini che, quando riescono a capire e conoscere, possono avere meno paura. Hypnos e Thanatos sono raffigurati su tanti vasi attici come ministri della sepoltura; ad esempio, su un cratere conservato al Louvre, Hypnos sorregge il capo e Thanatos le gambe del defunto e quello che si vede non è certo spettacolo angosciante. E viene in mente

Socrate che, nella sua APOLOGIA, parla della morte come di un lungo sonno senza sogni nel quale si annulla l´angoscia del vivere. Sonno e Morte sono quiete e riposo. C´è anche un altro sonno, quello di Epimenide: "una volta che il padre lo aveva mandato in campagna per una pecora, deviando dalla strada sul mezzogiorno, si addormentò in una caverna, e dormì per cinquantasette anni. Risvegliatosi dopo questo tempo, cercava la pecora, ritenendo di aver dormito poco. Ma poiché non riusciva a trovarla, giunse al podere, lo scoprì in possesso di un altro e vide ogni cosa trasformata. Allora tornò in città non sapendo che pensare. Laggiù, entrato nella sua casa, si imbatté in gente che gli chiedeva chi fosse, fino a che trovò il fratello minore, allora vecchio, e da lui seppe tutta la verità". Strano tipo, questo Epimenide, strano davvero: ma bello. Il suo sonno è qualcosa di divino. Nel suo lunghissimo sonno egli è stato in contatto con gli dei ed ha conosciuto la Verità, ed ha acquisito straordinarie capacità divinatorie. La cosa più stupefacente è che Epimenide non è mito e leggenda, ma figura storica. Plutarco, nella VITA DI SOLONE, racconta che Atene è dilaniata da lotte, percorsa da eccessi barbarici e tormentata da superstizioni. Solone, "sapiente politico, invoca l´aiuto di chi è soltanto sapiente". Così Epimenide rende pacifica la città e , soprattutto, "la rese ubbidiente alla giustizia e più disponibile alla concordia". Poi, "oggetto della massima ammirazione, mentre gli Ateniesi volevano dargli molte ricchezze e rendergli grandi onori, non chiese nulla se non un ramoscello dell´ulivo sacro, e partì dalla città". Il sonno straordinario e misterioso di Epimenide servirebbe anche a noi, ma non è facile avere il sonno che fa diventare sapienti, abili e insensibili al denaro. Il sonno, oggi, evoca se mai la seconda delusione del bambino Benvenuto, creatura di Sergio Tofano, quello del Signor Bonaventura. Benvenuto arriva in un paese nel quale "a mezzanotte ferveva il ritmo della vita e del lavoro come in pieno giorno". Nemmeno all´Albergo dell´Occhio Vigile riesce a dormire, anche se di sonno muore, perché ci sono occhi aperti ovunque, anche sul soffitto della stanza e sullo sparato bianco della camicia del cameriere. Tutto perché "questo è il paese della Bella Addormentata nel bosco" e perché "la principessa di allora, che adesso è diventata regina, soffre d´insonnia. E come una volta , quando lei dormiva, dormivano tutti, adesso che lei veglia tutti devono vegliare". Sonno inquieto e insonnia sono forse lo specchio del nostro mondo di eccessi, di politica litigiosa, di giustizia malata, di poca concordia: sicuramente non ci è concesso un Epimenide anche se in giro ci sono maghi a sfare. Non ci resta che augurarci almeno il sonno naturale raccontato da TUTTI A NANNA




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